Deep Down
Il ricercatore opera come un filtro tra la complessità del reale e la possibilità umana di comprenderlo. Come negli oceani, dove correnti, onde e dinamiche profonde agiscono al di là della percezione immediata, la realtà è attraversata da fenomeni invisibili che acquistano significato solo attraverso un atto di interpretazione. La videoinstallazione traduce questa idea in una metafora visiva e fisica. Un monitor privato del proprio filtro polarizzatore appare allo spettatore come una superficie completamente bianca, apparentemente priva di contenuto. Solo osservandolo attraverso un filtro polarizzatore esterno — collocato a distanza e separato dallo schermo — l’ immagine diventa visibile.
Il filtro diventa così metafora del ricercatore: uno strumento di lettura che non aggiunge informazioni, ma rende intelligibile ciò che già esiste.
La distanza obbligata tra schermo e filtro impone allo spettatore un gesto consapevole: spostarsi, allinearsi, assumere una prospettiva specifica. In questo atto fisico si riflette il processo della ricerca scientifica, che richiede metodo, posizione e tempo per trasformare segnali grezzi e apparentemente caotici in conoscenza condivisibile. L’opera invita così il pubblico a immedesimarsi nel ruolo del ricercatore, sperimentando in prima persona come la comprensione del mondo non sia immediata, ma mediata da strumenti, competenze e sguardi allenati.
Live Performance:
Musicisti: Angela D'Onghia, Simona Vacca |RUFA (Rome University of Fine Arts)
Orari: 6 giugno 17:30 - 24:00
7 giugno 17:30 - 24:00
8 giugno 17:30 - 24:00
Altre date
- 2026-06-06 17:30 - 23:50
- 2026-06-07 17:30
- 2026-06-08 17:30
